Maptia. Viaggiatori sotto stelle sconosciute.

Immaginate tutte le vostre storie preferite proiettate su una mappa del mondo. I luoghi sono tutti lì: l’angolo nascosto dove avete dato il primo bacio, il paesino dell’entroterra ed i suoi abitanti come ve li ha raccontati vostra nonna, le città nelle quali avete passato le vostre migliori notti insonni. Potete sfogliarli, guardare immagini, (prossimamente) video ed assaporare un po’ dell’atmosfera del luogo grazie alle parole di chi ci è passato sul serio. Perchè, come è scritto nella loro Homepage, i creatori di Maptia “stanno collezionando storie da tutto il mondo. Da ogni nazione, ogni cultura, ogni background”.

Cos’è Maptia? Una piattaforma tramite la quale puoi condividere contenuti su una mappa, sotto forma di storie. E, importantissimo, è fatta da viaggiatori per viaggiatori (e lettori). L’ho trovata vagabondando sul web, cercando nuovi blog di viaggio da aggiungere al mio reader. Mi ha incuriosita subito, e grafica e fotografie hanno fatto il resto.

Una delle prime frasi che leggo, mentre curioso sul blog ufficiale, è una citazione di Wade Davis e tradotta suona così:

“Alla fine, penso sia piuttosto ovvio per tutti quelli di noi che hanno viaggiato sino a queste remote parti del mondo, realizzare che non sono affatto remote. Sono la terra natìa di qualcuno”.

Mi ricorda la prima volta che sono stata in Irlanda del Nord a casa di Stephen. Quante volte avevo sentito parlare della bellissima, verde, magica Irlanda in precedenza? Moltissime. Mi sembrava una terra lontana, diversa, strana. Poi, arrivandoci in compagnia di chi può chiamarla casa, ecco che la prospettiva è cambiata. E’ forse la differenza tra turisti e viaggiatori; forse, ancor più, tra viaggiatori ed esploratori apolidi. Ad ogni modo, un luogo è molto più vicino se lo pensi tenendo bene a mente quel che dice anche Davis.

Uno degli scopi di Maptia sembra essere proprio questo: rendere più vicini i luoghi e le culture attraverso il racconto di chi li vive o li ha vissuti. Detto con altre parole, quelle del co-fondatore Jonny Miller che in un bell’articolo sul blog della piattaforma ci parla del “pensatore culturale” Roman Krznaric, Maptia vuole creare Empatia: farci vedere il mondo con gli occhi altrui.

La piattaforma, alla sua prima versione, è composta di storie, ambientate in un luogo sulla mappa, e di post, ovvero i contenuti che formano le storie. Per ora è possibile postare immagini e testi, ma sul sito assicurano che in una versione futura verranno aggiunti video ed audio per rendere l’esperienza ancora più emozionante.
Al momento si deve attendere un invito per entrare a far parte della community o inviare loro un testo e delle immagini perché siano valutati: sia questo fattore che la scrupolosa Guida allo Storytelling fanno sperare in un canale con contenuti molto curati e di un certo spessore. Ci proverò? Forse. Per il momento attenderò come tutti gli altri 😉

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E magari parteciperò al Travel Manifesto stampando la mia dichiarazione di viaggiatore che “vuole vedere vedere il mondo. Seguire una mappa sino ai bordi, e poi continuare ad andare. Dimenticare i piani. Fidarsi del proprio istinto. Lasciare che la curiosità sia la sua guida. Che vuole cambiare emisfero. Dormire con stelle sconosciute e lasciare che il viaggio si dischiuda dinnanzi a sè“.

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