Il futuro del lavoro è libero e nomade [INFOGRAFICA]

Il lavoro da freelance e da remoto è una realtà nella mia vita di ogni giorno: al momento sono in Irlanda del Nord e lavoro per l’Italia, mi sposterò prossimamente senza che compagnie ed agenzie praticamente se ne accorgano 🙂

Essendo parte della mia vita, in questo blog si parlerà molto di questo argomento; infatti ho già affrontato il discorso qualche settimana fa, parlando del libro “Remote – Office not required” di Jason Fried e David Heinemeier Hansson. Ora che è passato un po’ di tempo dalla lettura, l’ho lasciato decantare ed a freddo ne sono emerse altre considerazioni. Una su tutte non ha mai smesso di ronzarmi in testa: il lavoro da remoto è da considerarsi il nuovo lusso. Penso a tutte le cose che posso fare mentre lavoro, nel mio caso soprattutto per via della possibilità di spostarmi geograficamente: lavoro tutto il giorno, ma la sera posso passarla con il mio compagno, che, se fossi confinata in un ufficio, non potrei vedere se non durante le feste comandate. Ho imparato una seconda lingua, che ora parlo quasi come l’italiano, e mi sono immersa in una cultura differente. Ho visitato posti meravigliosi e conosciuto nuovi punti di vista. Questi, a parer mio, sono lussi. Non gli uffici sconfinati ed in buona posizione, non la poltrona di pelle, non il macchinone. Opinioni. Le mie concordano ancora una volta con quelle di Fried e Hansson.

Il fenomeno di uscita dagli uffici è in crescita, lo dimostrava già una ricerca di oDesk.com (piattaforma per lavori freelance) sul futuro del lavoro secondo i millennials (la cosiddetta “generazione Y”, per intenderci): nonostante sia passato un anno dal risultato, trovo comunque molto interessante l’infografica, che non si limita ai dati su quanti vorrebbero lasciare il lavoro negli uffici (e lo faranno, o probabilmente lo hanno già fatto), ma dice anche perché.

odesk-infographic

Un freelance ha più libertà di lavorare:

  • da qualsiasi luogo
  • a qualsiasi orario
  • sui propri interessi
  • mentre viaggia

Quindi, manco a dirlo, il motivo sta proprio in quella libertà di spostarsi ed autogestirsi che non cambierei io stessa per nulla al mondo.

Infografica by odesk.com

Per saperne di più: MILLENNIALS & THE FUTURE OF WORK, Spring 2013

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