Tre gioielli genovesi aperti al pubblico grazie all’iniziativa ABI #InvitoaPalazzo

Molti palazzi storici e prestigiosi delle città italiane sono diventati nei secoli, tramite varie e singolari vicissitudini, sedi bancarie. Per questo la visita degli stessi non è affatto semplice e spesso non possiamo dunque avere accesso alle meraviglie architettoniche ed artistiche contenute all’interno. Per dare libero accesso a questi edifici, una volta l’anno l’ABI, Associazione Bancaria Italiana, apre i più prestigiosi in occasione di “Invito a palazzo“.
Sabato 4 Ottobre 2014 si è tenuta la XIII Edizione della fortunata iniziativa ed io e la mia cara amica Donatella, cogliendo l’occasione per vederci dopo tanto, siamo andate a curiosare nei tre palazzi aperti a Genova.

Invito-a-Palazzo-2014Il primo che abbiamo visitato è la sede dell’Agenzia 8 della Banca Carige, originariamente Chiesa di Santa Sabina. Già la facciata, dato il fatto che sino al 1931 questa era una chiesa e ad oggi non lo ricorda neppure lontanamente, suggerisce una storia piena di eventi e modifiche:

DSC_0011klGià in epoche lontane la chiesa non era stata particolarmente fortunata: in origine Chiesa di Santa Sabina e Vittore, antichissima, risalente come minimo al 591, venne saccheggiata dai Saraceni nel 936 e ricostruita attorno al 1008 nella veste architettonica i cui resti ancora oggi possiamo ammirare. In seguito venne rimaneggiata pesantemente nel 1500, danneggiando ed in gran parte cancellando le originarie architetture romaniche.

Furono però gli anni successivi alla chiusura di Santa Sabina come luogo di culto nel 1931 a danneggiare seriamente l’edificio, del quale ad oggi è rimasta solo parte della zona absidale: nonostante l’opporsi di alcuni, infatti, nella prima metà del ‘900 la ex Chiesa divenne un deposito, poi un garage ed infine un cinema, per la creazione del quale venne modificata essenzialmente ed in gran parte distrutta l’architettura originale. Alla chiusura del cinema, l’edificio venne acquistato dalla Cassa di Risparmio di Genova e Imperia che fece un intervento di recupero (per quanto possibile) cercando di rendere fruibile l’architettura rimasta ai cittadini integrandola con l’agenzia bancaria:

DSC_0009klpNell’abside romanico, senza alcun legame con la chiesa originaria, bensì per essere fruita dal pubblico al meglio, vi è una pala d’altare di Bernardo Strozzi (Genova 1581 – Venezia 1644) raffigurante l’Annunciazione e risalente al terzo decennio del Seicento.

Il secondo edificio del nostro tour è il celebre Palazzo Spinola dei Marmi in Piazza Fontane Marose, sede del Banco di Sardegna.

DSC_0023klpQuesto palazzo prende il nome dalla famiglia Spinola che lo fece costruire nel XV secolo; la presenza della banca all’interno non è una novità: Iacopo Spinola, colui che ne volle la costruzione, era infatti al tempo uno dei maggiori azionisti del Banco di San Giorgio.
Anche il nome “dei Marmi” non è casuale: si riferisce infatti alla facciata del palazzo, in stile romanico-pisano in liste di marmo bianco e nero. Nelle nicchie frontali vi sono le statue di cinque membri della famiglia Spinola.

Curiosità: questo palazzo fa parte dei Rolli genovesi (una antica lista degli edifici più belli della città, quelli adatti ad ospitare le grandi personalità in visita a Genova) e nel Settecento ospitò Giuseppina Tascher de la Pagerie, in seguito Giuseppina Bonaparte.

All’interno è particolarmente d’impatto il salone principale, con soffitto a cassettoni con travi di larice provenienti dalla Corsica:

C’è buona probabilità che proprio questa stanza sia stata quella nella quale venne preparata la sommossa del 1797 che segnò la nascita della Repubblica Ligure.

DSC_0016klpDa Piazza Fontane Marose ci siamo poi spostate ancor più verso il centro pulsante di Genova per raggiungere il terzo ed ultimo Palazzo: quello che fa da Sede Centrale alla Banca Carige e contiene la sua preziosissima collezione d’arte, che copre un arco temporale dal Cinquecento al Novecento.

In questo caso non è tanto l’edificio vero e proprio il fulcro della visita, quanto le preziose opere racchiuse nelle sue eleganti stanze, che vanno dalle tele alle sculture, dagli arazzi agli arredi.

La visita si è svolta al 14° piano, quello di rappresentanza, dove una guida ci ha accompagnati di stanza in stanza (circa una decina) illustrandoci le meraviglie presenti.

In particolare ho apprezzato il salone, nel quale spiccava una tela di Paolo Caliari, conosciuto ai più come il Veronese: la sua celebre interpretazione di Susanna e i vecchioni, che infuenzò moltissimo il lavoro degli artisti genovesi dell’epoca.

DSC_0039klpSubito sotto la tela, un forziere genovese con il quale i miei concittadini andavano a riscuotere i debiti in Spagna: molto affascinante la serratura, praticamente impossibile da forzare.

Sempre in questa sala, nel centro ci aspettavano due grandi opere a confronto: l’“Ecce Homo” di Valerio Castello (1639) e quello di Orazio De Ferrari (1649). La contemporaneità dei due quadri ed il loro stile completamente diverso sono stati lo spunto per una riflessione sulle varie poetiche artistiche del periodo.

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“Ecce Homo” – Orazio De Ferrari (1649) / “Ecce Homo” – Valerio Castello (1639)

La guida ci ha poi accompagnati nell’ufficio del presidente di Banca Carige, nel quale sia io che Donatella siamo rimaste molto affascinate da una piccola opera sulla quale nessuno si è soffermato più di tanto: “La Munificenza” di Nicolò Barabino.

La sala che mi è piaciuta di più è quella attigua all’ufficio presidenziale: opere più piccole, contornate da cornici d’oro, si stagliano sul muro color carta da zucchero.

DSC_0048klpSi tratta di un quadro di Angelo Costa, “Il Porto di Genova“, e di tre opere di Nicolò Barabino: da sinistra, “Flagellazione“, la famosa “Minolla o vecchia col mezzaro” e “I Vespri siciliani“.

Concludiamo poi la nostra visita con gli ultimi ambienti, dai quali riesco a rubare uno scatto del panorama mozzafiato della città:

DSC_0049klpPurtroppo si tratta del solo in mio possesso poiché, unico neo della visita, inspiegabilmente mezz’ora prima della chiusura dell’evento ci vietano l’accesso alla terrazza panoramica, dicendoci di tornare l’anno prossimo. Peccato davvero: per molti dei presenti era una parte decisamente ambita del tour.

La nostra visita si è svolta a Genova, ma l’iniziativa di ABI si estende a molte altre città italiane: sul sito ufficiale trovate la lista completa dei Palazzi aperti di anno in anno, preparatevi per la prossima occasione 😉

Cliccate su “Centra mappa” per vedere l’ubicazione dei Palazzi che abbiamo visitato:

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