Chagall in Russia: una violenta, surreale favola di Joann Sfar

Ci risiamo: un’altra graphic novel, la seconda della BAO Publishing in poco tempo (l’altra di cui vi ho parlato è “Vincent” di Barbara Stok). E ho letteralmente adorato anche questa.

Marc Chagall, il famoso artista, prima di essere naturalizzato francese si chiamava Moishe Segal, ed era nato in Russia da famiglia ebrea; è proprio in questo periodo che sono ambientate le avventure racchiuse in questo libro: un giovanissimo Chagall nella sua Vitebsk, alle prese con i problemi dell’esser artista ed innamorato, senza potersi permettere entrambi allo stesso tempo.

chagall_in_russia1lAl suo fianco una manciata di personaggi grotteschi che tramuteranno la storia nella violenta e surreale favola della quale parlo nel titolo; dopotutto, come recita l’interno della copertina:

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Marc Chagall (Vitebsk, 1887 – Saint Paul de Vence, 1985), pittore russo naturalizzato francese, è considerato una delle figure più importanti dell’arte del Ventesimo secolo. Questo libro non parla di lui.

Un uomo verde che crede di essere Gesù Cristo, un Golem, un violinista triste e qualche soldato sanguinario allo sbando tenteranno di aiutare Chagall a creare un teatro per avere finalmente un lavoro normale e poter sposare la sua amata. I soldati diverranno circensi, le prostitute angeli e le capre voleranno, ma il giovane Marc scoprirà di voler soltanto, in fondo, disegnare.

chagall_in_russia3lPagina dopo pagina, il giovane Chagall affronta l’eterna lotta tra il destino e l’anima dell’artista e la società nella quale la sua visione difficilmente riesce a trovare il proprio posto. In questo caso, in un certo senso, sarà proprio lui che ribalterà la situazione, trovando un posto all’interno della sua arte per quella società che la rigettava.

Mi è piaciuta molto la figura della donna amata da Chagall: un personaggio ben lontano dalla bidimensionalità che in genere ci si aspetta dalla controparte femminile nella classica storia d’amore, bensì a sua volta attanagliato dalla profondità del dubbio e del sentimento ineluttabile.

© Joann Sfar e Bao Publishing
© Joann Sfar e Bao Publishing

Alla fine, forse proprio per questo, la storia è sopra le righe: la morale si sposta dall’artista che, come nei migliori finali, sceglie la propria arte, per dare risalto alla scelta inusuale e poco celebre di quei personaggi che preferiscono invece una vita “normale”.

La promessa iniziale viene quindi mantenuta: questo libro non parla, infine, di Chagall.

Chagall in Russia” è la prima opera di Joann Sfar che ho letto; inutile dire che non vedo l’ora di procurarmene altre 🙂

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