Irlanda del Nord – Italia: un viaggio di ritorno stancante (con annesso brivido)

Perché i voli Ryanair tra Orio al Serio e Dublino hanno sempre orari pessimi? Un giorno mi piacerebbe saperlo; fatto sta che ad ogni viaggio devo far capriole per riuscire a far combaciare i mezzi per arrivare a destinazione senza dormire in uno dei due aeroporti. Quando riesco a farlo, rimango comunque in uno stato di confusione per almeno due giorni, con orari di sonno sballati, ossa rotte a causa del trascinare le valigie tra un paese e l’altro e riadattamento a cibo, clima e ambiente della nazione in cui mi trovo.

In particolare, questa volta il mio aereo prendeva il volo dall’Aeroporto di Dublino alle 6.15 del mattino, ora irlandese: sono partita da Lurgan all’una di notte per prendere il bus da Banbridge all’una e mezza (quello delle due e mezza inspiegabilmente non c’è e quello delle tre e mezza è troppo tardi) e sono arrivata a Dublino alle tre. Non è la prima volta che lo faccio e posso assicurare che le tre ore di attesa senza aver dormito, senza poter nemmeno sbrigare la security (apre alle quattro), non passano mai. Per fortuna c’è la zona ristoro al primo piano dell’aeroporto che offre divanetti, tavolini e wi fi per chi deve attendere. Allora ecco che, per non cedere al sonno, ne ho occupato uno ed ho disegnato il (davvero poco interessante, lo ammetto) ambiente nel quale mi trovavo:

airportlNon è tutto: quando finalmente l’orario di partenza è arrivato, alla paura di volare (ebbene sì, per quanto lo faccia spesso, mi spaventa moltissimo) si è aggiunto il terrore per le condizioni atmosferiche. Pensavo di aver viaggiato in passato con vento forte, ma una cosa del genere non l’avevo mai vista: le raffiche erano così potenti che nel breve tragitto a piedi tra gate ed aereo non si riusciva a camminare; tra i miei compagni di viaggio c’era chi rideva nervosamente ed a qualcuno è anche scappato un urlo. Che paura. L’aereo si muoveva mentre salivamo e dal finestrino vedevo le ali che traballavano per le raffiche incessanti. Per la prima volta ho avuto seriamente la tentazione di alzarmi e scendere, chiamare Stevie e dirgli che tornavo a casa sua (ma senza valigia a quel punto).
Fortunatamente, partenza con inclinazioni a destra e a manca a parte, il resto del volo non è stato male. L’adrenalina iniziale ha fatto sì che non riuscissi ad addormentarmi durante il tragitto neppure per un minuto, e questo è il risultato:

ryanairLPassata l’Inghilterra anche il vento si è calmato e il sole è sorto. In zona Italia, ecco che mi ha accolta, dopo giorni di pioggia, freddo ed anche neve, finalmente una meravigliosa giornata:

Le #Alpi dall’aereo: ciao #Italia ♡ #flying #involo #traveling #inviaggio #Ryanair #italy

Una foto pubblicata da Maettina (@maettina) in data:

Ogni volta che arrivo in Italia i sentimenti sono contrastanti: sono felice perché mi sento a casa, ma anche triste perché Stevie a quel punto è davvero lontano. Qualche volta mi sono ritrovata a sorridere e piangere allo stesso tempo, tra lo stupore di chi mi stava intorno 🙂

E dunque, per farla breve, dopo l’arrivo a Orio al Serio, come da routine degli ultimi tre anni sono andata a prendere il bus per la stazione di Milano Centrale, e poi da lì il treno per Genova.

La mia amica Michela aveva così voglia di vedermi che è venuta ad incontrarmi in stazione e mi ha accompagnata, aiutandomi con le valigie, per un bel pezzo verso casa, dove mia madre mi aspettava già cucinando per un esercito. Che dire? E’ bello essere a casa, anche se forse dopo tutti questi anni non capisco più esattamente la vera casa dove stia: Plinio il Vecchio diceva

“La casa è dove si trova il cuore”

ma nel mio caso non aiuta affatto 🙂

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