Emain Macha – Navan Fort: tra storia e leggenda

Emain Macha tra storia e leggenda:

Durante l’Età del Ferro Emain Macha è stata la capitale del regno degli Ulaid, la popolazione che diede il nome all’Ulster (una delle quattro regioni di cui è composta l’Irlanda), e per questo è uno degli scenari principali del “Ciclo dell’Ulster”, uno dei cicli maggiori e più importanti della mitologia irlandese: si trattava infatti della città dalla quale regnava uno dei protagonisti dello stesso, re Conchobar Mac Nessa, in guerra contro la Confederazione del resto d’Irlanda guidata dal Re Ailill di Connaught e dalla potente Regina-guerriera Medb [1] (la famosa Regina Mab di Shelley).

IMG_1659lVi sono due diverse leggende sull’origine nome “Emain Macha”, entrambe legate alla fondazione del sito da parte della dea Macha:

1. “La spilla di Macha” [2]: Macha, figlia di Aedh, re dell’Ulster che morì senza lasciare altri eredi, chiede di diventare sovrana, ma le viene impedito perché donna. Decide così di combattere coloro che non le vogliono cedere il trono, Cimbaeth e Dithorba. Macha vince e regna per sette anni. Nel frattempo Dithorba muore lasciando cinque figli. Allo scadere dei sette anni, i figli di Dithorba chiedono la sovranità, ma Macha non è d’accordo, visto che ha dovuto conquistare con la guerra il proprio posto sul trono e non lo ha avuto per diritto. C’è un’altra guerra e Macha vince ancora ed i figli di Dithorba vanno in esilio nelle selvagge terre di Connacht. Fa poi di Cimbaeth il suo sposo e gli dà il comando dei propri soldati.
A questo punto decide di andare a scovare i figli di Dithorba: si cosparge di sostanze che la fanno sembrare una lebbrosa ed in questa veste li raggiunge. Uno degli uomini, nonostante il suo aspetto, decide di giacere con lei, così vanno insieme nel bosco. Quando Macha torna sola, un altro dei fratelli le chiede dove sia finito l’uomo, e lei risponde che si è vergognato di aver giaciuto con una lebbrosa e quindi ha deciso di rimanere nascosto. Gli altri fratelli, uno a uno, non disdegnano comunque la sua compagnia e così vanno nel bosco soli con lei, che in realtà li lega con la sua forza e magia facendoli prigionieri. Li riporta al popolo Ulaid, che li vuole uccidere, ma Macha risponde: “Non lo farò, perché per me questo sarebbe la violazione della giustizia di un regno; ma saranno condannati alla schiavitù, e innalzeranno una fortezza intorno a me, che sarà la città a capo dell’Ulster per sempre” e, detto questo, con la sua spilla d’oro traccia sul terreno un perimetro: quello, appunto, di Emain Macha.

IMG_1670l2. “I gemelli di Macha” [3]: un giorno alla casa del vedovo Crunniuc mac Agnomain arrivò una bellissima donna, Macha, della quale lui si invaghì. Macha andò quindi ad abitare nella dimora di Crunniuc ed in breve rimase incinta. Quando la sua gravidanza era già avanzata, Crunniuc si preparò per andare alla fiera. Macha gli ricordò di non parlare troppo, ma questo non accadde: durante la corsa di cavalli, la folla esclamò che nessuno poteva battere quelli del re; Crunniuc disse che invece sua moglie avrebbe potuto, così tutti vollero una prova di ciò che diceva e mandarono a chiamare la bella Macha. Appena arrivò, la portarono al cospetto del re, che le chiese il suo nome; lei rispose: “Il mio nome, ed il nome della mia progenie dovrà esser dato a questo luogo; sono Macha, figlia di Sainrith mac Imbaith”.
Detto questo, la corsa ebbe luogo. Macha vinse ma, mentre la biga del re arrivava al traguardo, diede alla luce due gemelli. Nel mezzo del parto, Macha maledisse tutti coloro che avevano potuto sentire i suoi lamenti di dolore: avrebbero sofferto i dolori del parto per cinque giorni e quattro notti nel momento di più grande bisogno. La città prese il nome di Emain Macha, “i gemelli di Macha”, e la sua maledizione continuò per nove generazioni.

[1] “The Gods of the Celts” – Miranda Green
[2] Book of Leinster – Lebor Laignech
[3] Táin Bó Cúailnge

IMG_1668lGrazie anche a queste leggende, Emain Macha è la capitale del movimento pagano in Irlanda.

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