“The Art of Non-Conformity”: un piccolo manuale per non arrendersi al conformismo

Oggi parlo di un libro che ho appena finito di leggere, e che magari potrebbe venire utile a tutti coloro che dicono che la mia vita è grandiosa ma nicchiano quando gli rispondo che, se gli piace tanto, potrebbero cambiare un po’ di cose nella loro e fare quello che vogliono davvero.
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Chi ha detto che bisogna vivere la propria vita nel modo in cui gli altri si aspettano lo si faccia? Il percorso standard lo conosciamo bene tutti: una brillante carriera passata sui libri, per poi terminare gli studi (costosi) ed approdare ad una vita di lavoro per pagare una casa nella quale non si passa che qualche ora libera. E tutti coloro che durante la nostra infanzia ci hanno ripetuto: “ma se gli altri si buttano dal ponte, devi farlo anche tu?”, oggi sono proprio quelli che ci spingono giù dallo stesso ponte.

Se mentre camminate su questo sentiero obbligato, anche a voi ogni tanto passa per la testa la fatidica domanda “Ma è tutto qui?”, allora “The Art of Non-Conformity” di Chris Guillebeau è il libro che stavate cercando. Come dice l’autore, perché quel che scrive possa venirvi utile, dovete rispettare quattro principi:

  1. Essere aperti a nuove idee
  2. Essere insoddisfatti dello status quo
  3. Essere pronti a prendervi delle responsabilità
  4. Essere decisi a lavorare sodo

E, visto che so bene di cosa si parli, aggiungo:

5. Essere pronti a resistere alle accuse di follia ed all’irritazione ed incredulità di chi vi sta intorno.

Nei vari capitoli, Guillebeau passa in rassegna gli stereotipi ai quali siamo abituati se vogliamo avere una vita mediamente di successo e li distrugge, portandoci a cercare il nostro vero cammino.

Il libro è diviso in tre parti:

  1. La vita eccezionale: trova la tua via
  2. Rivendicare il lavoro: come e quale lavoro e quanto denaro serve
  3. Il potere della Convergenza

Come potete immaginare, la prima parte è relativa al cambiamento e comprende anche qualche piccolo esercizio da mettere in pratica.

La parte che parla del lavoro l’ho trovata un po’ fumosa: a parer mio, che un lavoro indipendente già lo ho, l’autore non spiega benissimo come muoversi; lui ha iniziato con il commercio online, ma non è semplice far andare per il verso giusto un’attività del genere, e non tutti sono adatti ad un lavoro autogestito (o lo desiderano).

Mi è piaciuta molto, invece, la parte nella quale parla della leadership, dei sostenitori e degli alleati, e di come reclutarli e mantenerli.

Mi sono trovata completamente d’accordo sulla questione economica e di decluttering: Guillebeau parla di frugality, che non significa dover vivere in completa povertà, bensì spendere meglio; questo comporta rendersi conto di cosa significhi per ognuno di noi il “meglio”. E’ davvero una macchina nuova quel che ci rende felici? O forse quel che vorreste veramente, se foste liberi, sarebbe un viaggiare? Inoltre: di quante cose che possediamo abbiamo davvero bisogno? Da quando ho iniziato a viaggiare tra Italia ed Irlanda ho eliminato 2/3 del mio guardaroba e spendo davvero poco in vestiti. Quando non hai idea di quando tornerai e quel che puoi portare con te deve stare in una valigia, ti rendi conto di quello che davvero è fondamentale e quel che invece è in più. Vi stupireste di sapere quanta roba in più possegga ognuno di noi.

L’ultima parte del libro parla di quella che Guillebeau chiama “Convergenza”: la Convergenza è quando tutto va bene e si è felici. Per ottenerla, secondo l’autore, bastano due cose:

  1. Dire addio alle cose non necessarie. Questo significa cose da fare controvoglia, riunioni, ma anche persone negative.
  2. Saper accogliere le nuove cose che arriveranno per arricchire la nostra vita.Una delle cose belle del libro è di certo la chiusura: “Adesso è il tuo turno“. Esatto, tornando alla dedica iniziale: la penso proprio come lui 🙂

Vuoi comprarlo? Acquistalo su Amazon a questo link (così mi aiuti a coprire le spese del blog ed a comprare altri libri 🙂 ). Grazie

Più info: chrisguillebeau.com/

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