Vampiri iraniani: “A girl walks home alone at night” di Ana Lily Amirpour

Vampiri che indossano lo hijab e uomini che indossano costumi da vampiro. Indie e rock music. James Dean. Spacciatori folli, padri eroinomani, prostitute tristi. E sullo sfondo l’Iran, rappresentata da una ipotetica Bad City in bianco e nero. Tutto questo è racchiuso nel piccolo capolavoro “A girl walks home alone at night” e concorre a creare una pellicola alla quale è difficile assegnare un genere preciso.

29298439È apparso all’improvviso tra i film consigliati sul mio profilo di Netflix; locandina e trama mi hanno incuriosita e, dopo una breve ricerca di informazioni sul web, ho capito che valeva la pena guardarlo. Un film di vampiri ambientato in Iran? Un vampiro donna, inoltre? Molto facile pensare che si tratti più di un film sulla condizione femminile in un paese musulmano che di un horror. Poi, scena dopo scena, si capisce che c’è qualcosa in più. O in meno. O che comunque mescola gli scopi, trascendendo gli stereotipi di genere, culturali e sociali.

La ragazza vampiro, seppur con gli attesi contrasti propri della natura “mostruosa”, diventa umana, più umana di tanti altri personaggi che le ruotano intorno, o meglio, che segue e spia da vicino, ammantata dal tradizionale hijab che copre l’abbigliamento più propriamente indie. Il trucco che indossa è tipico o rock? Le effusioni sono vietate dalla cultura o sono diretta conseguenza dell’essere un vampiro? Non importa, perché questi elementi creano un’atmosfera silenziosa, disperata e romantica proprio nel contrasto di ciò che è permesso e non lo è, a prescindere.

L’incontro con Arash, giovane povero schiavo del padre eroinomane e rigettato dalla ricca figlia della famiglia per cui fa qualche lavoretto, sarà una svolta nella non-vita della ragazza: sarà lui a rompere il suo silenzio vocale ed emotivo ed a cercare, insieme, una via d’uscita, un qualche tipo di lieto fine in una storia che sembra per definizione non poterne avere.

Il film è il debutto cinematografico di Ana Lily Amirpour, giovane regista americana proveniente da famiglia iraniana. La pellicola è in lingua persiana ma, per ovvi motivi, non è stata girata in Iran: la cittadina sullo sfondo è nel Sud della California.

Amirpour, insieme al film, ha scritto anche una serie di sei fumetti: per il momento potete trovare le prime due puntate su Comixology.com (o Comixology.eu per l’Europa). Io ho acquistato la prima, ma vi avverto che è molto corta, vi saprò dire sulle altre appena le acquisto 😉

Ultima cosa: visto che la colonna sonora è molto importante nel film, vi consiglio di ascoltarla. Qui sotto una delle canzoni che mi sono piaciute di più:

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