#RolliDays: Villa Centurione Doria a Genova Pegli

Nel cuore di Pegli, accanto alla meravigliosa Villa Durazzo Pallavicini (prima o poi le dedicherò un articolo, per il momento ne ho scritto qui), c’è un’altra dimora con annesso parco: il suo nome è Villa Centurione Doria (semplicemente Villa Doria per i Genovesi) e, oltre ad essere una delle residenze degli antichi Rolli genovesi, è anche la sede del Museo Navale.

DSC_0277blIl 30 e 31 maggio 2015 per la prima volta la villa è stata inserita nella manifestazione dei Rolli Days, le giornate dedicate all’apertura dei Rolli, i palazzi signorili genovesi del passato dichiarati Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Infatti per quest’ultima edizione della manifestazione, che in genere si svolge solo nel centro cittadino, il Comune di Genova ha deciso di estendere le aperture anche alle Ville di Ponente e Levante, arrivando a comprendere nell’evento ben 26 palazzi.

Il 30 maggio siamo dunque andate a visitare la Villa di Pegli, approfittando della visita guidata organizzata per l’occasione: siamo state molto fortunate, perché, grazie ad una casuale coincidenza di orari, abbiamo potuto esplorare la villa con una visita quasi completamente personale.

Un po’ di storia

Villa Centurione Doria venne costruita tra 1529 e 1550, commissionata da Adamo Centurione, banchiere e primo proprietario del terreno sul quale sorge. L’aspetto attuale dell’edificio risale al 1592, quando la villa venne rimaneggiata dall’architetto Vannone su commissione di Giovanni Andrea Doria il quale, viste le esigenze di ospitalità legate alla sua intensa attività pubblica, ebbe la necessità di ampliare gli edifici. Fanno parte dell’opera attuata dal Doria anche la costruzione della torre presente accanto alla villa e della vicina Chiesa di Nostra Signora delle Grazie.
La presenza di due committenti che, in momenti diversi, hanno sviluppato la villa, è chiara anche nelle decorazioni interne: gli affreschi della prima fase, risalenti alla metà del XVI secolo, sono ispirati a quelli della Villa del Principe e sono stati eseguiti quasi completamente da Nicolosio Granello; le decorazioni della seconda fase, invece, più manieriste, sono di Lazzaro Tavarone e risalgono alla fine del secolo.
Il giardino della villa è opera di Galeazzo Alessi e risale a metà del Cinquecento; grazie ai lavori di ristrutturazione del 2001, è tornato finalmente visibile il bellissimo laghetto artificiale con isolotto ovale nel mezzo presente nella parte alta del parco.

Gli interni della Villa

Villa Centurione Doria è composta da due piani, entrambi con ingressi ufficiali.

Il primo ingresso che incontriamo è l’androne principale del piano terra: i soffitti affrescati ci lasciano a bocca aperta già dal primo passo che muoviamo all’interno.

Questo piano è quello che venne rimaneggiato ed ampliato maggiormente da Giovanni Andrea Doria: prevede molte stanze con soffitti affrescati; i particolari sono incredibili.

Come ci spiega la nostra guida, Giovanni Andrea Doria non aveva bisogno di questo ampliamento solo per ospitare grandi personalità legate alla sua attività pubblica di passaggio a Genova, ma anche per essere difeso in caso di attacco. Le truppe di mercenari tedeschi stanziate nei locali al piano terra hanno lasciato un ricordo del loro passaggio ai posteri:

DSC_0151blDa una stanza laterale all’atrio al pian terreno prendiamo una scala che ci porta alla zona cucine; la prima cosa che salta all’occhio è la discrepanza tra quel che ci si aspetterebbe e la realtà: per una villa di queste dimensioni ci saremmo immaginate delle cucine se non altro molto ampie, invece ci troviamo di fronte un piccolo spazio con dispensa piuttosto angusta.

Davvero meravigliosi i fornelli: una tavola ricostruisce le piastrelle originali, ancora presenti sotto di essa.

Nella stessa zona, accanto alla cucina, era presente anche una stanza da bagno comprendente una vasca ed una piccola finestra; anche in questo caso si tratta di uno spazio minuscolo, così tanto che non ci è stato possibile scattare neppure una foto.

E’ il momento di passare al primo piano della villa, così torniamo all’ingresso e saliamo la scalinata principale: da essa è già possibile ammirare il grande affresco sul soffitto del piano di sopra.

Questo salone, che oggi è al chiuso, al tempo era un loggiato: è facilmente intuibile dallo stato di conservazione dell’affresco principale, lasciato per lungo tempo alle intemperie ed in parte cancellato.

IMG_4770mlRimangono vividi alcuni particolari, tra cui un volto che mi ha colpita moltissimo:

La nostra guida decide di iniziare la visita dalle stanze ad ovest: la prima funge da anticamera per le altre due e rende chiaro l’utilizzo dell’edificio come Museo Navale. Qui troviamo un’antica ancora e sono appesi alcuni anelli delle catene che la Repubblica di Genova requisì a Pisa dopo la sconfitta di quest’ultima nella Battaglia della Meloria (1284). L’affresco sul soffitto ritrae la Giustizia.

Da questa anticamera si giunge, svoltando a destra, nella cappelletta della villa, decorata a trompe-l’œil, con il quale sono state dipinte una finestra con lontani paesaggi stranieri (probabilmente fiamminghi, come la formazione del pittore che la eseguì) e due porte. La cappella è un piccolo spazio e presenta a lato una scala che ne spezza l’ambiente: la modifica risale ad un periodo molto tardo rispetto alla costruzione della villa ed è stata creata per collegare gli ambienti del piano superiore con quelli di servizio.

All’altro lato dell’anticamera troviamo una bellissima sala di rappresentanza, con decorazioni meravigliose sia su soffito che pareti. Sul soffitto troviamo il mito del Ratto di Europa, contornato da rappresentazioni di scene legate all’acqua, simboliche del legame della potente Genova con il mare. L’atmosfera in questa sala, come potrete notare dalle immagini qui sotto, era da togliere il fiato, grazie anche alla particolare illuminazione scelta per mostrarla.

Tornando indietro ed attraversando l’ex loggiato, arriviamo al vero e proprio ingresso principale, con affreschi così ricchi da non poter evitare di alzare lo sguardo. Immaginatelo con finestroni aperti che davano sul mare in lontananza, perché questo era lo spettacolo che i visitatori si trovavano davanti entrando nella dimora. Curiosamente, l’affresco sul soffitto è disegnato al contrario rispetto all’ingresso: Giovanni Andrea Doria voleva che i visitatori iniziassero con il piede giusto, facendo quel che voleva lui, ed erano così costretti a muoversi esattamente dove lui aveva deciso per vedere la decorazione.

Particolare: i pavimenti riprendono la decorazione della cornice del soffitto:

Da questo punto in poi, si accede alle due zone più propriamente residenziali della dimora, divise in maschile e femminile, oggi occupate dal Museo Navale.

La parte maschile presenta affreschi con miti maggiormente legati alla forza ed alla gloria dell’uomo: ne sono esempio quelli del mito di Giove e Io, la ninfa amata dal dio e poi tramutata in giovenca perché il tradimento non venisse scoperto da Giunone.

Nelle ultime due stanze del settore maschile sono stati ricostruiti due ambienti legati alla cultura marinara: l’interno di una bottega per la creazione di bandiere, con una raccolta di materiali e macchine da cucire dell’epoca, e la stanza di un ammiraglio di flotta.

L’ultima parte della villa è quella delle stanze riservate alle donne. Qui, in particolare, spicca quella che vede l’affresco del Granello con il suicidio di Didone: si pensa questa possa essere stata la stanza da letto di Zenobia del Carretto, amatissima moglie di Gio Andrea Doria, la cui morte colpì moltissimo il proprietario della villa.

IMG_4836mlLa Torre

Finita la visita alla villa, la guida ci lascia e noi decidiamo di continuare con la torretta presente accanto all’ingresso del primo piano.
Questa torre risale alle modifiche apportate alla villa su commissione di Giovanni Andrea Doria, ed il suo scopo era quello di difesa dagli eventuali attacchi dei nemici della famiglia Doria. Nei suoi sotterranei vi sono alcune cisterne ed all’interno è ospitata la sede dell’Associazione di archeospeleologia “C.S.U. Sostenibile”.
Se volete visitarla, munitevi di scarpe comode e siate sicuri di non soffrire di vertigini 😉

La nostra visita per i Rolli Days a Villa Centurione Doria si è conclusa qui: abbiamo raggiunto il meraviglioso laghetto dell’Alessi ma è arrivato un temporale, quindi non siamo riuscite a fare foto che rendessero anche solo lontanamente la bellezza del luogo.

Arrivederci ai prossimi Rolli Days, sperando di essere in Italia! 😉

Le foto in questo articolo sono in parte mie, in parte di mia sorella Alessandra Agrini: grazie Ciagula! 😀

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