Produttività e coworking, un connubio che funziona

Mercoledì scorso si è tenuto il 5° WabiSabi coworking day a Belfast: ho partecipato e come sempre si è trattato di un’esperienza interessante e arricchente. Ne sono uscita con nuovi contatti, un bel po’ di sicurezza in me stessa in più e una grande risposta al dubbio: produttività e coworking vanno d’accordo?

coworking belfastCinque anni come freelance mi hanno portata a lavorare in moltissimi luoghi e ambienti diversi e a conoscere bene i miei punti deboli; so ormai bene che il principale problema contro il quale combatto è la difficoltà a mantenere la concentrazione, specialmente quando non sono in un ambiente intimo e calmo: non a caso lavoro in silenzio, sola e ho bisogno spesso di usare trucchi come la Pomodoro Technique che mi portino a concentrarmi su una task alla volta. In un’ottica come questa, quando ho deciso di partecipare ad un evento di coworking il primo pensiero che ho avuto è stato: “Vado per fare networking, di certo non per essere produttiva“.

Quando mi sono ritrovata seduta al tavolo in mezzo ad altri professionisti sconosciuti che si presentavano e chiacchieravano intorno a me però, stranamente, non ero disturbata dall’ambiente e anzi ho lavorato molto bene (leggi di più sulla mia prima esperienza di coworking qui).

Poiché un nuovo appuntamento con il gruppo di coworking WabiSabi a Belfast era in programma ho deciso di fare la prova del nove e sfruttare l’evento per tentare di fare ancora di più. Ho quindi preparato un piano della giornata basandomi sui consigli contenuti nella newsletter del coworking (trovi tutto nel mio articolo “5° WabiSabi Coworking Day, Belfast – Come sfruttare al meglio una giornata di coworking“) in modo da avere una lista di task sulle quali concentrarmi, ottimizzando i tempi tra una chiacchiera e l’altra.

La lista di task

Ergo, ricapitolando: dopo aver capito che la mia prima idea di

*coworking = tanto networking ma niente concentrazione/lavoro*

era in realtà un preconcetto, durante il nuovo WabiSabi coworking day, tenutosi il 26 agosto presso il Dock Market di Belfast, mi sono ripromessa di concentrarmi sulla produttività e mi sono presentata con una piccola lista di task già pronta.

Le task che avrei dovuto portare a termine consistevano in

una big task –> la riorganizzazione del piano editoriale di Bohemian Wanderer;

più cinque task più leggere, che nel mio caso erano ancora una volta legate a questo blog:

1. aggiustare la sezione About;
2. aggiustare il menù principale;
3. controllare, tradurre e rendere definitivo il mio media kit;
4. reinserire la pagina “Mappa”;
5. rivedere i post del mio vecchio blog personale per capire quanti io possa passarne su Bohemian Wanderer.

Ha funzionato?

Si trattava di tanto lavoro: quali sono stati i risultati?
Direi che la mia giornata è andata ottimamente, con moltissimo lavoro che mi trascinavo da qualche tempo fatto e finito. Non sono riuscita a fare proprio tutto tutto, ma la lista che avevo creato era piuttosto ottimista, quindi non è stata una grossa sorpresa.

Per dare meglio l’idea di quel che ho completato, ho pensato di dare dei punteggi percentuali alle varie tasks: 15% a quelle piccole, 25% alla big task.

Ecco a cosa ho lavorato e cosa ho portato a termine:

☑ Ho finalmente cambiato la sezione About, sia in italiano che nella traduzione inglese (+15%)

☑ Ho lavorato al menù principale, che alla fine ho deciso di lasciare ancora per il momento come prima: i cambiamenti che avrei voluto apportare non mi convincevano (se avete consigli, come sempre, sono graditi nei commenti). (+15%)

☑ Non ho ancora reinserito la pagina “Mappa”, o meglio non la vedete ancora perché è in bozza, ma ho trovato il modo per renderla più appetibile che in precedenza e sto già inserendo nuovamente tutti i link: presto online! 😉 (+15%)

☑ Ho creato la lista di articoli che trasferirò dal mio vecchio blog a Bohemian Wanderer. (+15%)

☑ Il mio media kit adesso è definitivo e disponibile sia in italiano che in inglese (se volete richiederlo potete farlo tramite la pagina “Contattami“). (+15%)

Purtroppo non sono riuscita a metter mano anche alle modifiche del piano editoriale, perché si tratta effettivamente di un lavorone al quale dovrò dedicare probabilmente una giornata intera.

Ciò nonostante, facendo un rapido calcolo, si giunge alla conclusione che ho portato a termine ben il 75% di quel che avrei dovuto fare!

Oltre a queste task, l’obiettivo della giornata era anche quello di conoscere gli altri professionisti presenti, ed anche questo è stato raggiunto appieno, ma ve lo racconto meglio più giù.

I fattori plus

Dunque il risultato è stato ottimo: sono riuscita a raggiungere quasi tutti gli obiettivi che mi ero preposta pur essendo piuttosto impegnativi, cosa che difficilmente sarei riuscita a fare in così poco tempo durante una giornata di lavoro da casa.
Ma come è stato possibile? In parte credo sia stato l’essere arrivata con una lista da spuntare, che ha fatto sì io mi concentrassi sulle cose fondamentali, ma credo vi siano altri fattori legati più propriamente all’evento; ne ho contati almeno cinque tra quelli principali:

  1. La straordinarietà dell’evento ha spezzato la noia

Sono una persona che si annoia facilmente, infatti la vita da freelance fa per me: lavoro continuamente su progetti nuovi e differenti e lo faccio da luoghi diversi se mi va. Purtroppo questa libertà non significa che io mi organizzi spesso per farlo, anzi passo la maggior parte delle mie giornate lavorative a casa. La partecipazione al coworking day ha spezzato la mia routine, resituendomi un po’ di entusiasmo.

2. L’esercizio fisico mattutino

Un’amica una volta mi ha confessato che il lavoro da casa per lei è stato un incubo: uscire dal letto per sedersi alla scrivania non faceva al caso suo. Purtroppo questa è una cattiva abitudine alla quale chi lavora da casa sfugge difficilmente…a meno che non ci si organizzi per raggiungere un luogo differente dalla propria scrivania per lavorare, come, appunto, un coworking! 😉
Per arrivare al Dock Market, che si trova nel Titanic Quarter di Belfast, ho dovuto prendere un autobus da casa e poi farmi una lunga passeggiata di circa 20/30 minuti (così va la vita di chi usa i mezzi pubblici). Di certo sono stata fortunata perché si è trattato di una bella giornata di sole, ma la camminata mi ha dato la giusta sveglia per essere carica:

3. La location semplice e creativa

Si sa che, quando si parla di produttività e lavoro, l’ambiente fa la sua parte. Anche in questo caso è stato cruciale: il Dock Market è un grande spazio usato per mercatini dell’artigianato e ha un arredamento semplice con qualche tocco divertente. I colori sono tenui e tipici del Nord e le vetrine danno direttamente sulla passeggiata a mare.

Inoltre la scelta dei posti era tra tavoli e sedie e comodissimi divani con vista mare: secondo voi quale ho scelto? 😉

4. Il cibo

Nella lista di cose da fare per sfruttare al meglio la giornata di coworking c’era anche quella di superare la timidezza e conoscere e scambiare qualche parola con i presenti. Il catering dell’evento lo ha reso certamente semplice, perché con pause così era impossibile non sedersi e chiacchierare!
Questa è stata l’accoglienza mattutina, con scones e dolcetti, oltre a caffè americano e all’immancabile tè:

Non avrei mai dovuto scoprire quanto sono buoni gli scones imburrati, adesso non mangerei altro! Eccone uno alla cannella:

DSC_0232blEd ecco il pranzo a base di wraps, tramezzini e una buonissima e coloratissima macedonia di frutta:

5. Organizzatori e partecipanti

WabiSabi per il momento è un gruppo di coworking, non un luogo fisico: gli eventi, in genere mensili, si tengono di volta in volta in una location diversa in attesa di trovare il luogo giusto nel quale aprire un vero e proprio coworking space. Non dovrebbe quindi stupire il fatto che il cuore dell’evento siano soprattutto le persone. I partecipanti variano di volta in volta, anche se si sta creando pian piano un gruppo di frequentatori abituali, ed è davvero interessante capire di che cosa si occupi ognuno di volta in volta; non è raro che gestori di altri coworking space prendano parte agli incontri e che si parli in generale della cultura del lavoro fuori dagli uffici. Inoltre Dawn e Allen, organizzatori e ideatori di WabiSabi, sono un vulcano di idee e proposte, e spingono i partecipanti verso attività di problem solving di gruppo e confronti. Innegabilmente la creatività subisce una decisa spinta durante questi eventi: tante teste diversamente creative insieme non possono che rendere la situazione interessante.

In conclusione

Tirando le fila della giornata: per me l’esperienza di coworking è stata una volta di più positiva e stimolante e inoltre adesso posso affermare con sicurezza che eventi del genere vanno a braccetto con la produttività, anche per chi come me ha problemi di attenzione.

Se passate da Belfast vi consiglio di provare a partecipare ad uno di questi incontri: non ve ne pentirete (they have sweets! 😀 )

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Potete contattare Dawn e Allen e scoprire di più sul gruppo di coworking al link WabiSabi.work

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