Avere un genio o essere un genio: il TED Talk di Elizabeth Gilbert sulla creatività

Che la creatività porti con sè normalmente timori e paure non è una novità per nessuno, vero? Immaginate adesso di aver finalmente raggiunto il successo grazie al vostro lavoro: siete arrivati in cima ed è meraviglioso. Ma dopo cosa succede? Ce ne parla in un TED Talk Elizabeth Gilbert, autrice del famoso libro “Eat, pray, love” (“Mangia, prega, ama”), all’indomani della sua consacrazione a scrittrice di successo.

“Ama ciò che fai e non lavorerai un solo giorno nella tua vita”

Questa frase è stata attribuita a Marco Antonio, a Confucio, a Mark Twain, ma chiunque l’abbia pensata aveva ragione: è una grande verità, una fortuna quando càpita, una citazione spesso connessa ai lavori creativi. In quest’ultimo caso, tuttavia, il rischio è quello di lavorare doppio: una volta per fare il proprio mestiere e una seconda per combattere la paura di non farcela.

Ogni creativo ci è passato e se l’è sentito dire almeno una volta: “E se non ce la facessi? Se non riuscissi nel tuo campo?”

Elizabeth Gilbert affronta per se stessa e un po’ anche per tutti gli altri creativi il discorso paure e timori, in un momento piuttosto delicato della sua vita artistica: i mesi successivi alla pubblicazione del suo libro più famoso, quello per cui ha la quasi totale certezza che verrà ricordata.

“Certo che ho paura”

E lo dice, forte e chiaro: certo che ha paura. Il timore di fallire, di non essere abbastanza, soprattutto dopo un successo enorme come quello al quale è arrivata (dal libro è stato tratto anche un film con Julia Roberts), e di essere criticata è dietro l’angolo. Troppo spesso, si è resa conto, a causa di questi timori le persone creative finiscono a braccetto con cattive abitudini, problemi mentali e autodistruzione. Anche lei si sente in pericolo, ma ha deciso di non lasciarsi andare per quella china. Perché, riflettendoci bene, qual è la motivazione che ci spaventa, nel momento in cui sappiamo che quello è il lavoro della nostra vita? Che cosa c’è di diverso tra un lavoro creativo e quello di un ingegnere, di un operaio, di un panettiere?

Dèmoni e geni

La Gilbert cerca una risposta, e lo fa scandagliando il passato e altre società per capire se vi siano casi virtuosi nei quali la gestione del dono creativo ha portato le persone ad atteggiamenti positivi e non distruttivi. Così trova gli esempi dell’antica Grecia e del mondo Romano.

In entrambe le civiltà, nel momento creativo l’artista veniva affiancato da un’entità separata: nell’antica Grecia era chiamata “dèmone“, a Roma era il…”genio“. Il dèmone o il genio erano gli spiriti che permettevano alla persona di creare arte; questo faceva sì che il creativo non si trovasse così tanto sotto pressione come capita invece al giorno d’oggi: se l’opera era ottima, il merito non era proprio tutto dell’artista, ma allo stesso modo, nel caso in cui fosse un fiasco, la colpa era anche del dèmone o del genio.

Solo con il Rinascimento, nel quale l’uomo venne portato al centro, gli artisti smisero di “avere un genio” per iniziare, nel migliore dei casi, a “essere un genio”.

Essere in prima linea

Secondo la Gilbert il nodo sta tutto qui: nel rendersi conto che quel che ci rende timorosi e insicuri è l’essere in prima linea di fronte a un compito, come quello artistico, enorme da sostenere per un singolo individuo. Soprattutto dopo aver avuto il momento migliore: è facile essere creativi quando si viene colpiti dall’ispirazione o si vive quell’attimo perfetto in cui ci si sente in comunione con il mondo, meno quando si deve compiere tutto il resto del lavoro per portarlo a termine o si deve studiare per arrivare preparati a quel – magari unico – momento. Il consiglio che l’autrice sente di dare è: se è il momento giusto, coglilo; se non lo è, complimentati comunque con te stesso per la cocciutaggine di esserci ogni giorno, anche quello nel quale “non hai nessun genio”.

Ecco il video del TED Talk, trovate anche sottotitoli e trascrizione in italiano; buona visione! 🙂

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2 Comments

  • Cara Emanuela,
    ti ringrazio molto per la pubblicazione di questo articolo, per aver condiviso il video di TED addirittura con i sottotitoli in italiano così da permettere a quelle le persone che come me parlano inglese poco poco di comprendere il meraviglioso Talk Di Elizabeth Gilbert Sulla Creatività. Il video ha avuto su di me un effetto incredibile, come una cosa che aspettavo di sentire da tanto.
    Evviva il tuo blog!
    Grazie Liana

    • Ciao Liana, sono contenta l’articolo ti sia piaciuto; è uno di quelli che hanno avuto più successo in giro per il web: evidentemente approccio e gestione (delle ansie) della creatività sono problemi molto comuni, e il messaggio della Gilbert è fondamentale per tanti. Per me in primis, dato che ci ho messo anni prima di riuscire a pubblicare qualcosa di mio sul web o condividerlo con altri, e ancora oggi ogni tanto faccio fatica.

      Evviva anche il tuo nuovo blog (sei già entrata nel mio feed!) e la creatività tutta, ma senza ansia 😉
      Ciao!

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